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L'ultimo rogo - Di GregorioWednesday, 12 January 2005 - 17:57
Filippo Di Gregorio, L'ultimo rogo, Edizioni Bryan – Erba E' appena uscito dalle stampe il secondo libro di Filippo Di Gregorio intitolato L'Ultimo Rogo. Un libro di cento pagine, originale per impostazione e tenore della narrazione; originale per tonalità della ricostruzione di due vicende simili eppure tanto distanti tra loro. Due storie di donne, Madalena Lazzari, vissuta nella Bormio del XVII secolo, ed Elisabetta Scacchi, attiva e viva nella Como del 1983, vengono narrate con attenzione e senso storico acuti e ricercati dall'autore di questo romanzo della realtà. Non di un libro storico si tratta, magari di quella storia locale che tanto facilmente trova udienza presso gli editori della provincia italiana, bensì di una storia letteraria, raccontata con ricercata scrittura, mai banale, mai prona a stilemi scontati e di facile scelta. Raccontare la provincia italiana può essere motivo di noia, in alcuni casi letterari anche molto vicini a noi, o spunto per vibranti e acute riflessioni sulla nostra cultura e la sua irrimediabile accondiscendenza verso il potere. E proprio come una denuncia contro i meccanismi e gli ingranaggi banali e micidiali del potere, si presenta il libro di Filippo Di Gregorio. La repressione della diversità, l'orrore delle culture altre, la persecuzione e il ruolo degli intellettuali nella sua organizzazione, le timidezze e la freddezza verso chi veniva perseguitato, spesso con dedizione e fede: tutto ciò trova spazio e attenzione nella scrittura dell'Ultimo Rogo. L'ultimo rogo è quello che ciascuno spera di avere visto bruciare nella propria piazza, dopo di che un'era di pace e comprensione lo archivierà per sempre. Invece, anno dopo anno, un nuovo rogo si accende per punire, correggere, disciplinare, in una società che dimentica troppo in fretta le propria atrocità. Le due protagoniste sono donne normali, spesso addirittura più in gamba del normale. Entrambe hanno la fortuna di vivere in posizioni apparentemente privilegiate: socialmente, politicamente, religiosamente, sono donne che meritano il rispetto. Eppure, una foga inquisitoria le fa proprio oggetto di accanimento. Entrambe pagano un conto molto salato alle accuse espiatorie che dovettero subire. E se la prima, la strega del XVII secolo, incorse nel “rigore dei tormenti” che la portò alla fine, la più giovane e a noi vicina infermiera professionale del XX secolo dovette subire anch'essa la propria violenta persecuzione, un accanimento degno di altri tempi, ma un epilogo più felice, salvifico, riabilitatorio: il processo penale del moderno le garantì clausole di salvaguardia e di tolleranza che le salvarono la vita. Eppure non diverse furono modalità e ragioni della persecuzione. Persino il ricorso alla “sfera del venefico”, con l'accusa stereotipata di avvelenare i deboli e i puri, non fu dissimile nel XX come nel XVII secolo. Il libro di Filippo Di Gregorio ci suggerisce una ricchissima serie di problematiche, le quali ci permettono di guardare alla realtà di oggi con occhiali molto più precisi, nitidi, capaci di illuminarci una cultura di cui non sempre cogliamo le pericolose tendenze persecutorie. Il libro è in vendita nelle librerie di Como, Erba, Canzo per informazioni: mario berardino 348 3514620
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